Oggi il vuoto si frappone fra i pensieri, quasi un deliquio sospeso in un abissale abbandono. Tutte le epoche passate sono ormai vitali nel loro presente impossibile, asfittico nell'archeologia dell'assenza che palpita di silenzio.
L'ordito che si sfibrò in fili frusti non potrà più respingere la torma dell'inconscio che smatassa soltanto l'orrorre dell'ignoto. Spire su spire non tangono il perpetuo spostamento, ma lo simulano percettivamente nell'illusione dilatata.
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